Il “viaggio della Laponia”, durato 28 giorni, è un segno della volontà di Vidua e del suo compagno di viaggio il marchese Doria di Cirié, di visitare un luogo inesplorato che li porta alla scoperta dell’ultimo popolo nomade europeo. Per la prima volta egli si trova a viaggiare senza aver a disposizione agi e comodità consone a un uomo del suo rango. Non ci sono strade, non ci sono alberghi, non ci sono osterie. Per il viaggio acquista riso, gallette e altri generi alimentari, ma anche stoviglie, una tela “incerata”, un cannocchiale e una bussola. Assolda poi un domestico, degli interpreti e dei battellieri. Il tour della Lapponia gli permetterà di conoscere da vicino questa popolazione nomade, bere il latte delle renne e comprare alcuni utensili.
“Scrivo dal fondo della Lapponia. Questo viaggio che nessun Piemontese ha ancora fatto prima di noi, in una regione sì lontana, dove non ci sono strade per andare in carrozza né a cavallo, né anche a piedi, è uno de’ più curiosi che si possano intraprendere. Talora non trovavamo nemmeno una cascina dove dormire. Nella chiesa abbiam trovato le iscrizioni di alcuni viaggiatori francesi ed inglesi che erano stati qui. D’Italiani ve n’era un solo nome, ed ora saranno tre [Carlo Vidua viaggia con l’amico, il marchese Alessandro Doria di Ciriè]. Ho preso molte informazioni de’ costumi de’ Lapponi, che ora sono il solo popolo selvaggio che resti in Europa.”